perdita uditiva

La perdita uditiva è la terza delle patologie più comuni fra le persone adulte: circa una persona su 5 infatti ne è affetto. Il calo uditivo, fisiologico e naturale con il passare degli anni, non colpisce però solamente gli over, ma anche i più giovani, complici uno stile di vita e un ambiente più “rumorosi” rispetto al passato.

Molti sono i segnali che possono farci intuire di avere un udito più debole rispetto al normale: ad esempio chiedere spesso al nostro interlocutore di ripetere, non sentire bene il telefono o la voce che ci sta parlando, avere il volume della televisione alto, accorgersi di non riuscire a seguire bene un discorso quando si è in un ambiente rumoroso… Riconoscere questi sintomi significa probabilmente soffrire di ipoacusia.

Si definisce “ipoacusia” una perdita uditiva superiore a 20 decibel (dB HL) nell’orecchio migliore. Ma queste perdite, sono tutte uguali? Ovviamente no…

I gradi dell’ipoacusia

L’ipoacusia si divide in 4 fasce di “gravità”:

  • ipoacusia lieve: perdita uditiva nell’orecchio migliore tra 21-40 dB HL.
  • ipoacusia media: perdita uditiva nell’orecchio migliore tra 41-70 dB HL.
  • ipoacusia grave: perdita uditiva nell’orecchio migliore tra 71-90 dB HL.
  • ipoacusia profonda: perdita uditiva nell’orecchio migliore di almeno 91 dB HL.

Per un’idea più precisa del livello di ipoacusia si può far riferimento all’immagine sottostante: il livello del suono di un comune aspirapolvere è intorno ai 70-75 dB, il rombo di una moto è di circa 90-100 dB, il cinguettio degli uccellini si aggira sui 10-15 dB. Il parlato normale si posiziona intorno ai 40 dB: proprio per questo motivo, in caso di ipoacusia media, è consigliabile iniziare a parlare di soluzioni acustiche, a causa della difficoltà di comprensione delle voci e dei suoni che ci permettono di capire ciò che viene detto.

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