visita dell'udito

Il “processo esplorativo” ai fini di una buona protesizzazione

Spesso invitiamo i nostri lettori a prenotare una visita dell’udito per sapere se si soffre di una perdita uditiva. Quando ciò succede la cosa più giusta da fare è quella di prendere in considerazione una consulenza audioprotesica. Ma poi, una volta accettata l’idea di mettere gli apparecchi acustici e una volta applicati, cosa succede?

Il “processo esplorativo” per il settore audioprotesico è concepito come momento di passaggio e di valutazione per capire le esigenza e le preoccupazioni da parte dei pazienti e dei loro familiari. Può essere utilizzato anche nella fase che precede la protesizzazione, aumentando la consapevolezza dei pazienti nei confronti della loro ipoacusia, aiutandoli a passare dalla fase di negazione del problema all’accettarlo e motivarlo, infine, ad agire.

Una volta però fatta la visita, conclusi i test dell’udito e applicati gli apparecchi acustici, il processo esplorativo non può ritenersi concluso. Continua, ed è parte integrante, anche per le successive visite di controllo.

Un esempio di processo esplorativo durante una visita dell’udito e di controllo degli apparecchi acustici

Può succedere infatti che ad un controllo un nostro paziente ci riporti di non riuscire a seguire alcune conversazioni. È qui che torna utile e fondamentale l’approccio esplorativo. Assomiglia in realtà molto al famoso approccio americano delle 5W, ossia le iniziali delle 5 domande aperte che sono chi, cosa, quando, dove, perché (who, what, when, where, why). Quello che farà l’Audioprotesista infatti sarà indagare attraverso delle domande il problema di ascolto riportato dal paziente.

Tornando all’esempio di prima: le conversazioni che non riesce a seguire con chi avvengono? Chi è l’interlocutore? Intorno cosa succede? C’è confusione? Dove si trova quando ha avuto quelle conversazioni difficili da seguire e se le capita più volte, quando si verificano?

Sapere cosa fare per risolvere il problema, cosa modificare nell’apparecchio acustico o cosa consigliare al paziente scaturisce dal porre le giuste domande e dalla capacità di comprendere realmente cosa succede nelle situazioni che creano disagio al paziente.

Le domande sono le migliori alleate per un’Audioprotesista e le guidano verso le giuste soluzioni: basta solo porre quelle giuste e saper ascoltare!

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