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televisione problemi udito

Negli ultimi anni gli apparecchi acustici hanno fatto enormi progressi grazie ad importanti innovazioni tecnologiche e digitali. La distinzione fra parlato e rumore risulta sempre più chiara e netta, con un conseguente miglioramento dell’esperienza di ascolto con gli apparecchi acustici.

Un’altra, piccola ma allo stesso tempo enorme, rivoluzione digitale degli apparecchi acustici è avvenuta nel campo della connettività. Gli apparecchi, infatti, riescono a collegarsi con tutti i dispositivi digitali che utilizziamo quotidianamente. Computer, smartphone, ma anche la televisione, sono finalmente in connessione diretta con gli apparecchi acustici. Tutto ciò avviene grazie alla tecnologia bluetooth e alla comunicazione a 2.4 GHz [1].

La comunicazione diretta con la televisione è un vantaggio che riguarda, davvero, quasi tutti gli utilizzatori degli apparecchi acustici. Se la necessità di avere lo smartphone in connessione diretta con gli apparecchi è bisogno di una parte più o meno ristretta, il piacere di sentire comodamente la televisione riscuote interesse in tutti.

Il primo rimedio al quale si ricorre, quando ci si accorge di avere problemi di ascolto della tv, è la cuffia. Sicuramente utile, ha tuttavia molta meno efficacia e molti meno vantaggi degli appositi dispositivi di ascolto con connessione diretta agli apparecchi.

I vantaggi dei moderni dispositivi tv per apparecchi acustici

La prima grande differenza da un ascolto con le cuffie, risiede nella qualità. Qualità del suono, che diventa perfettamente stereofonico e personalizzato in base alle esigenze della persona che indossa gli apparecchi acustici, senza fastidiosi distorsioni o echi.

Un altro grande vantaggio è la possibilità di scegliere se isolarsi e godersi un film nella concentrazione più totale, o se mantenere un contatto con ciò che ci circonda. In effetti, contrariamente alle cuffie, che isolano e tendono ad “annebbiare” la percezione dell’esterno, gli apparecchi acustici ricevono e riproducono nelle orecchie direttamente l’audio della tv, senza però coprire gli altri suoni. Tuttavia, esiste anche la funzionalità opposta: la cosiddetta funzione “Room Off“. Questa consente di disattivare momentaneamente il microfono esterno degli apparecchi acustici e riprodurre solo l’audio della televisione.

Tutto questo, controllando comodamente tutte le funzioni, volumi e regolazioni con il proprio smartphone, con un telecomandino apposito o direttamente con i pulsanti presenti sugli apparecchi acustici!

Che aspetti, vieni a scoprire tutti i dispositivi tv compatibili con i tuoi apparecchi acustici!


[1] La stessa banda utilizzata per la maggior parte dei giochi elettronici di oggi.

mascherine e problemi di udito

Le mascherine sono diventate ormai oggetto di uso quotidiano. Qualche mese fa sarebbe stato impensabile immaginare che questo dispositivo, associato prettamente ad un utilizzo medico, avrebbe preso parte alla nostra normalità. Indispensabile per la prevenzione del Covid-19, la mascherina ha cambiato, inevitabilmente, le nostre abitudini, e più nello specifico la comunicazione e le sue modalità.

La mimica facciale risulta annullata, le conversazioni si sono asciugate e fatte più brevi e dirette. Questo fatto è stato messo alla luce anche da vari studi, come quello portato avanti dal Centro di Audiologia e Sordità di Manchester (ManCAD, Manchester Centre for Audiology and Deafness).

Una barriera sonora e visiva

Le mascherine quindi hanno assunto due aspetti: da un lato, protezione e salvaguardia della propria salute, dall’altro una vera e propria barriera alla comunicazione. Barriera visiva, perché impedisce di affidarci al labiale e alla mimica facciale del nostro interlocutore, e barriera sonora, perché in effetti le mascherine hanno portato alla luce problemi di udito insospettabili.

“Grazie” alle mascherine infatti, in molti hanno avuto la percezione di un problema di udito fino a quel momento sconosciuto, o magari non percepito con la dovuta attenzione. Per quanto la mascherina produca effettivamente una sorta di leggera barriera al suono, e quindi lo renda più difficile da udire, questo non è l’unico motivo per il quale l’utilizzo della mascherina si lega alla presa di coscienza di un problema di udito.

In realtà, come già accennato, la parte più importante che viene meno è quella visiva. Ci siamo accorti di quanto in realtà, durante le conversazioni, facciamo affidamento sulla lettura del labiale. In maniera del tutto inconsapevole il nostro cervello era solito concentrarsi anche sul movimento delle labbra, facendo sì che ciò che perdevamo “col suono”, lo recuperavamo con “gli occhi”. Questo succedeva, e succede, sia per i normoudenti che per chi ha problemi di udito. Tuttavia, venuto meno l’aiuto prezioso del labiale, un normoudente riesce a compensare comunque questa mancanza con un attenzione maggiore sul suono. Chi ha problemi di udito, invece, si è accorto che senza il labiale molte delle parole di una conversazione erano perse e incomprensibili.

Le mascherine sono l’unico modo che abbiamo per capire una perdita uditiva?

La mascherina quindi può essere un valido metodo per capire se si soffre di una perdita uditiva? In realtà, tranne che in rari casi, il calo dell’udito è un processo che non avviene in maniera repentina e dall’oggi al domani. Piccoli segnali possono essere utili per far scattare un campanello d’allarme. Non afferrare bene le parole, tenere la tv alta, avere difficoltà a seguire una conversazione fra più persone… Possiamo dire che le mascherine sono diventate un altro piccolo segnale che ci può far capire se abbiamo dei problemi di udito.

Come per ogni campo, la prevenzione e un tempestivo intervento sono il modo migliore per affrontare un problema di salute. L’esame audiometrico è il metodo più semplice e rapido per toglierti ogni dubbio. Non aspettare!