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ascolto selettivo

Come il nostro udito sceglie cosa sentire

Avete mai notato che quando parliamo con una persona in un locale molto affollato, nonostante la confusione che ci circonda, riusciamo comunque a distinguere la voce del nostro interlocutore e a seguire il discorso? Quello che sembra un super potere del nostro udito è in realtà una capacità chiamata “ascolto selettivo”, conosciuto anche come effetto cocktail party.

Ma come funziona questo ascolto selettivo?

L’effetto cocktail party è merito della membrana tettoriale, una membrana molto fine che si trova nell’orecchio interno. Questa ha un aspetto e una funzione davvero molto simile a quella di un vero e proprio filtro. Essa infatti lascia passare i suoni ritenuti importanti, mentre blocca tutto ciò che viene considerato rumore di sottofondo.

La cosa davvero particolare è che questa “scelta” è completamente involontaria: non siamo noi a decidere cosa sentire e cosa no, ma è arbitrarietà della membrana, che reagisce a determinate frequenze piuttosto che ad altre. Il parlato ha una frequenza che si aggira tra i 2000 e i 4000 Hz: è in questo range di frequenza che la membrana si attiva. Ecco perché grazie all’ascolto selettivo riusciamo a parlare con un amico anche durante una festa molto rumorosa!

Questa selezione di suoni del nostro udito però non è permanente. Con il passare degli anni, infatti, questa capacità di concentrarsi solo su determinati suoni si affievolisce. Per le persone anziane infatti, concentrarsi su una voce in un ambiente rumoroso richiede uno sforzo non da poco. Questo non significa tanto una perdita uditiva, ma piuttosto una difficoltà di concentrazione (tant’è che esistono degli specifici esercizi per allenare questa capacità).

Tuttavia, in una persona in cui è presente anche una perdita uditiva, questa capacità di ascolto selettivo è ovviamente ancora più difficile. Se non riesci a seguire in maniera chiara un discorso con una persona anche in un ambiente silenzioso, un consiglio che possiamo darti è quello di fare un esame audiometrico: in questo caso molto probabilmente non si tratta di ascolto selettivo, ma di ipoacusia!

televisione problemi udito

Negli ultimi anni gli apparecchi acustici hanno fatto enormi progressi grazie ad importanti innovazioni tecnologiche e digitali. La distinzione fra parlato e rumore risulta sempre più chiara e netta, con un conseguente miglioramento dell’esperienza di ascolto con gli apparecchi acustici.

Un’altra, piccola ma allo stesso tempo enorme, rivoluzione digitale degli apparecchi acustici è avvenuta nel campo della connettività. Gli apparecchi, infatti, riescono a collegarsi con tutti i dispositivi digitali che utilizziamo quotidianamente. Computer, smartphone, ma anche la televisione, sono finalmente in connessione diretta con gli apparecchi acustici. Tutto ciò avviene grazie alla tecnologia bluetooth e alla comunicazione a 2.4 GHz [1].

La comunicazione diretta con la televisione è un vantaggio che riguarda, davvero, quasi tutti gli utilizzatori degli apparecchi acustici. Se la necessità di avere lo smartphone in connessione diretta con gli apparecchi è bisogno di una parte più o meno ristretta, il piacere di sentire comodamente la televisione riscuote interesse in tutti.

Il primo rimedio al quale si ricorre, quando ci si accorge di avere problemi di ascolto della tv, è la cuffia. Sicuramente utile, ha tuttavia molta meno efficacia e molti meno vantaggi degli appositi dispositivi di ascolto con connessione diretta agli apparecchi.

I vantaggi dei moderni dispositivi tv per apparecchi acustici

La prima grande differenza da un ascolto con le cuffie, risiede nella qualità. Qualità del suono, che diventa perfettamente stereofonico e personalizzato in base alle esigenze della persona che indossa gli apparecchi acustici, senza fastidiosi distorsioni o echi.

Un altro grande vantaggio è la possibilità di scegliere se isolarsi e godersi un film nella concentrazione più totale, o se mantenere un contatto con ciò che ci circonda. In effetti, contrariamente alle cuffie, che isolano e tendono ad “annebbiare” la percezione dell’esterno, gli apparecchi acustici ricevono e riproducono nelle orecchie direttamente l’audio della tv, senza però coprire gli altri suoni. Tuttavia, esiste anche la funzionalità opposta: la cosiddetta funzione “Room Off“. Questa consente di disattivare momentaneamente il microfono esterno degli apparecchi acustici e riprodurre solo l’audio della televisione.

Tutto questo, controllando comodamente tutte le funzioni, volumi e regolazioni con il proprio smartphone, con un telecomandino apposito o direttamente con i pulsanti presenti sugli apparecchi acustici!

Che aspetti, vieni a scoprire tutti i dispositivi tv compatibili con i tuoi apparecchi acustici!


[1] La stessa banda utilizzata per la maggior parte dei giochi elettronici di oggi.

mascherine e problemi di udito

Le mascherine sono diventate ormai oggetto di uso quotidiano. Qualche mese fa sarebbe stato impensabile immaginare che questo dispositivo, associato prettamente ad un utilizzo medico, avrebbe preso parte alla nostra normalità. Indispensabile per la prevenzione del Covid-19, la mascherina ha cambiato, inevitabilmente, le nostre abitudini, e più nello specifico la comunicazione e le sue modalità.

La mimica facciale risulta annullata, le conversazioni si sono asciugate e fatte più brevi e dirette. Questo fatto è stato messo alla luce anche da vari studi, come quello portato avanti dal Centro di Audiologia e Sordità di Manchester (ManCAD, Manchester Centre for Audiology and Deafness).

Una barriera sonora e visiva

Le mascherine quindi hanno assunto due aspetti: da un lato, protezione e salvaguardia della propria salute, dall’altro una vera e propria barriera alla comunicazione. Barriera visiva, perché impedisce di affidarci al labiale e alla mimica facciale del nostro interlocutore, e barriera sonora, perché in effetti le mascherine hanno portato alla luce problemi di udito insospettabili.

“Grazie” alle mascherine infatti, in molti hanno avuto la percezione di un problema di udito fino a quel momento sconosciuto, o magari non percepito con la dovuta attenzione. Per quanto la mascherina produca effettivamente una sorta di leggera barriera al suono, e quindi lo renda più difficile da udire, questo non è l’unico motivo per il quale l’utilizzo della mascherina si lega alla presa di coscienza di un problema di udito.

In realtà, come già accennato, la parte più importante che viene meno è quella visiva. Ci siamo accorti di quanto in realtà, durante le conversazioni, facciamo affidamento sulla lettura del labiale. In maniera del tutto inconsapevole il nostro cervello era solito concentrarsi anche sul movimento delle labbra, facendo sì che ciò che perdevamo “col suono”, lo recuperavamo con “gli occhi”. Questo succedeva, e succede, sia per i normoudenti che per chi ha problemi di udito. Tuttavia, venuto meno l’aiuto prezioso del labiale, un normoudente riesce a compensare comunque questa mancanza con un attenzione maggiore sul suono. Chi ha problemi di udito, invece, si è accorto che senza il labiale molte delle parole di una conversazione erano perse e incomprensibili.

Le mascherine sono l’unico modo che abbiamo per capire una perdita uditiva?

La mascherina quindi può essere un valido metodo per capire se si soffre di una perdita uditiva? In realtà, tranne che in rari casi, il calo dell’udito è un processo che non avviene in maniera repentina e dall’oggi al domani. Piccoli segnali possono essere utili per far scattare un campanello d’allarme. Non afferrare bene le parole, tenere la tv alta, avere difficoltà a seguire una conversazione fra più persone… Possiamo dire che le mascherine sono diventate un altro piccolo segnale che ci può far capire se abbiamo dei problemi di udito.

Come per ogni campo, la prevenzione e un tempestivo intervento sono il modo migliore per affrontare un problema di salute. L’esame audiometrico è il metodo più semplice e rapido per toglierti ogni dubbio. Non aspettare!

consigli udito

Se è vero che l’ipoacusia è un problema comune tra le persone di età avanzata e, spesso, una conseguenza del fisiologico invecchiamento, è anche vero che possiamo adottare diverse strategie per proteggere il nostro udito il più a lungo possibile! Ecco alcuni consigli per mantenere il nostro udito in salute!

  1. Proteggere adeguatamente il nostro orecchio in ambienti lavorativi rumorosi, attraverso appositi tappi o cuffie specifiche.
  2. Non ascoltare per troppo tempo la musica con gli auricolari. Un ottimo metodo è quello di fare una pausa di almeno un’ora dopo 60 minuti di utilizzo.
  3. Non ascoltare musica con un volume elevato. Questo punto, e il precedente, riguarda soprattutto i giovani. Negli ultimi anni infatti si registrano sempre più casi di giovani con precoci problemi di udito. Una buona tecnica, è quella di seguire la regola del 60-60: non ascoltare consecutivamente musica in cuffia per più di 60 minuti ad un volume che non vada oltre il 60%.
  4. Utilizzare tappi per le orecchie duranti gli eventi e gli ambienti rumorosi, oppure quando ci si immerge in piscina.
  5. Asciugare bene le orecchie e togliere l’umidità in eccesso dalle orecchie dopo la doccia o aver fatto un bagno.
  6. Seguire uno stile di vita sano, e un’alimentazione corretta ricca di acido folico, vitamina A e cereali, veri alleati delle nostre orecchie.
  7. Limitare, e casomai, utilizzare correttamente i bastoncini di cotone per le orecchie, facendo attenzione a non spingere ancora più internamente il cerume.
  8. Prestare attenzione ai medicinali. Alcuni di essi possono essere ototossici, ossia dannosi per le orecchie. Leggere bene il foglietto illustrativo è sempre una buona usanza, anche in questo caso.
  9. Sottoporsi a periodici controlli per l’udito. Una volta all’anno è consigliabile prenotare una visita per un controllo audiometrico: un esame veloce, facile e non invasivo! Contattaci per prenotare un appuntamento!